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Falconara e Ancona, quel dialogo debole che genera occasioni mancate
Il percorso che abbiamo avviato per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale rappresenta, a mio avviso, uno dei passaggi più rilevanti per il futuro di Falconara ma sarebbe auspicabile una più stretta collaborazione, quantomeno non episodica, con il Comune di Ancona.La Legge Regionale 19/2023 ci pone di fronte a una sfida impegnativa ma stimolante: superare le rigidità dei vecchi strumenti urbanistici e riappropriarci, finalmente, della piena responsabilità di pianificare lo sviluppo del territorio con equilibrio tra tutela ambientale e crescita. Falconara e il capoluogo costituiscono un sistema territoriale integrato: porto, aeroporto, ferrovia, statale, ZES Adriatica, mobilità pubblica. Eppure, a fronte di questa integrazione oggettiva e quotidiana, il dialogo istituzionale è stato finora troppo fragile, intermittente, privo di quella continuità che una pianificazione di nuova generazione richiederebbe. Pensare di pianificare separatamente significa correre il rischio di incoerenze strategiche, sovrapposizioni o, peggio, occasioni mancate. Significa, in sostanza, non riconoscere fino in fondo che le scelte urbanistiche di uno ricadono inevitabilmente sull’altro.
I flussi di lavoratori, studenti, merci e servizi attraversano ogni giorno i nostri confini amministrativi. Le decisioni sul porto incidono sulla viabilità e sulla qualità dell’aria anche a Falconara; le scelte sull’aeroporto e sulla mobilità ferroviaria producono effetti sull’intera area vasta. In questo contesto, il limitato confronto registrato sinora con Ancona rappresenta un elemento di criticità che non può essere taciuto. Non è una questione di forma, ma di sostanza politica e amministrativa.
Non si tratta di un adempimento tecnico, ma di una scelta politica nel senso più alto del termine. Limitare drasticamente il consumo di suolo, perimetrare con chiarezza la cintura urbanizzabile, valorizzare l’area golenale dell’Esino, le nostre colline, la costa, rigenerare l’abitato storico: sono decisioni che incideranno sulla qualità della vita delle prossime generazioni. Falconara è una città di servizi, snodo ferroviario nazionale, sede aeroportuale, punto nevralgico della mobilità regionale. Questa identità va governata, non subita, ma orientata con una visione ampia e responsabile.
Sarebbe necessario un tavolo tecnico-politico congiunto per coordinare i rispettivi PUG, integrare le scelte con il PUMS, confrontarci sugli impatti del Piano Regolatore Portuale, condividere politiche di rigenerazione urbana e cogliere insieme le opportunità della ZES. In una logica autentica di area vasta, anche le criticità – basti pensare al trasporto pubblico e alle recenti difficoltà del servizio – potrebbero trovare soluzioni più efficaci. Senza una reale unità di intenti e senza un dialogo costante, il rischio è quello di procedere in ordine sparso, mentre il territorio, nei fatti, continua a essere uno solo.
