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Quel sogno chiamato Mini Olimpiadi


C'è un sogno che negli ultimi tempi anima gli amanti dello sport e i falconaresi doc, o almeno quelli che vivono qui in città da oltre una trentina di anni. Sto parlando delle Mini Olimpiadi. Per descriverle brevemente a quanti, per motivi anagrafici o perché venuti a far parte della nostra comunità cittadina solo negli anni '90, non ne hanno mai sentito parlare dirò che si trattava di una manifestazione sportiva che coinvolgeva bambini e ragazzi di tutta la città. I sei quartieri (Palombina Vecchia, Centro, Falconara Alta / Barcaglione, Case Unrra - Stadio, Castelferretti, Villonova / Fiumesino / Poiole) ognuno con un proprio colore di maglia, presentavano le loro squadre, e partecipavano a varie competizioni di atletica, calcio, volley, pallacanestro e altri sport. Con tanto di medagliere finale e vittoria che andava al quartiere che aveva totalizzato più punti. La prima edizione si tenne nel 1978 con 260 partecipanti.
A distanza di 10 anni, nel 1988, si arrivò a oltre 1200 partecipanti per una ventina di discipline sportive diverse. Iniziativa davvero lodevole e che ricordo con piacere. Fatta per incentivare lo sport e per accrescere il senso di appartenenza alla comunità. Persa per circa un decennio, l'amministrazione Carletti pensò di rimettere in piedi la tradizione lanciando il Palio dei Quattro Castelli nel 2000. Non quartieri, stavolta, ma squadre legate alle mura storiche presenti nel nostro territorio: Barcaglione (con Palombina Vecchia), Falconara Alta (con tutto il centro), Rocca Priora (per Villanova, Fiumesino e Poiole) e Castelferretti (che al paese annetteva il quartiere Stadio).
Durò poco. Però la voglia è rimasta. L'idea odierna, proposta anche dalla Consulta Giovanile, i cui membri non avranno sicuramente partecipato ma di certo ne hanno sentito parlare con toni giustamente entusiastici dai genitori, è stata affrontata nei giorni scorsi nel corso di una riunione che ha coinvolto varie società sportive e associazioni che operano sul territorio. Si sono formati tavoli tecnici per affrontare le varie problematiche organizzative e si stanno valutando anche le condizioni degli impianti sportivi. Non vi nascondo che la burocrazia (a livello di permessi, assicurazioni, eccetera) è "leggermente" aumentata rispetto a 30 anni fa. Magari un tempo le cose si facevano con più disinvoltura ma oggi vanno accertate con la massima cura competenze e responsabilità. Al netto, però, dobbiamo anche far sì che le strutture ospitanti, lo stadio Roccheggiani in primis, siano adeguate all'evento. Come amministrazione abbiamo già varato un grande piano di opere pubbliche che ci consentirà, con i soldi risparmiati grazie al nostro buon governo di questi anni, di avviare interventi importanti in tutte le strutture sportive cittadine: Roccheggiani, Fioretti, Amadio, PalaBadiali in testa. E sarebbe davvero bello avere gli impianti tirati a lucido per l'apertura delle nuove Mini Olimpiadi.
A distanza di 10 anni, nel 1988, si arrivò a oltre 1200 partecipanti per una ventina di discipline sportive diverse. Iniziativa davvero lodevole e che ricordo con piacere. Fatta per incentivare lo sport e per accrescere il senso di appartenenza alla comunità. Persa per circa un decennio, l'amministrazione Carletti pensò di rimettere in piedi la tradizione lanciando il Palio dei Quattro Castelli nel 2000. Non quartieri, stavolta, ma squadre legate alle mura storiche presenti nel nostro territorio: Barcaglione (con Palombina Vecchia), Falconara Alta (con tutto il centro), Rocca Priora (per Villanova, Fiumesino e Poiole) e Castelferretti (che al paese annetteva il quartiere Stadio).
Durò poco. Però la voglia è rimasta. L'idea odierna, proposta anche dalla Consulta Giovanile, i cui membri non avranno sicuramente partecipato ma di certo ne hanno sentito parlare con toni giustamente entusiastici dai genitori, è stata affrontata nei giorni scorsi nel corso di una riunione che ha coinvolto varie società sportive e associazioni che operano sul territorio. Si sono formati tavoli tecnici per affrontare le varie problematiche organizzative e si stanno valutando anche le condizioni degli impianti sportivi. Non vi nascondo che la burocrazia (a livello di permessi, assicurazioni, eccetera) è "leggermente" aumentata rispetto a 30 anni fa. Magari un tempo le cose si facevano con più disinvoltura ma oggi vanno accertate con la massima cura competenze e responsabilità. Al netto, però, dobbiamo anche far sì che le strutture ospitanti, lo stadio Roccheggiani in primis, siano adeguate all'evento. Come amministrazione abbiamo già varato un grande piano di opere pubbliche che ci consentirà, con i soldi risparmiati grazie al nostro buon governo di questi anni, di avviare interventi importanti in tutte le strutture sportive cittadine: Roccheggiani, Fioretti, Amadio, PalaBadiali in testa. E sarebbe davvero bello avere gli impianti tirati a lucido per l'apertura delle nuove Mini Olimpiadi.
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Il Centro Storico a Falconara lo faremo tutti insieme


Come spesso accade da quando siamo al governo cittadino siamo “costretti” a tradurre in realtà situazioni che avrebbero dovuto avere da tempo una loro soluzione. Il Centro Storico di Falconara è una di queste. Quella che un tempo veniva chiamata frazione Marina, sorta dopo l'Unità d'Italia attorno alla stazione ferroviaria, è una entità cresciuta un po' alla rinfusa, proprio perché non aveva norme stringenti ad accompagnarne lo sviluppo. Solo il Piano Regolatore del 1999, approvato definitivamente nel 2003 e ancora in vigore, ha dettato norme più chiare e decisamente vincolistiche, anzi forse eccessivamente rigide al punto che anche oggi riesce difficoltosa la sua concreta applicazione. Ma tant'è, ormai lo scempio era cosa fatta! Tornare semplicemente indietro assume oggi i connotati di una lotta titanica, probabilmente, per certi aspetti, antistorica.
Uno degli impegni che ho assunto, su mandato della Giunta, al momento del mio insediamento all'Assessorato all'Urbanistica è proprio questo: dare un impulso di sviluppo ordinato a questa porzione, tanto vissuta quanto nevralgica, di territorio comunale. E mi fa piacere che l'iter partecipato scelto dai progettisti stia iniziando a calamitare proposte della cittadinanza. Tra le diverse (a cui daremo formalmente la più ampia pubblicità) ne cito un paio. Quella della associazione Futura, che ha chiesto di inserire anche la chiesa di Sant'Antonio, l'attigua Biblioteca Francescana e Picena, non conosciuta come in realtà meriterebbe, e gli edifici scolastici di via Leopardi e quella del prof. Gilberto Piccinini, attuale Presidente della ProLoco, prevalentemente dedicata alla opportunità della ristrutturazione delle facciate degli edifici storici di pregio, lungo gli assi centrali e al ripristino della prospettiva architettonica-urbanistica della via IV Novembre. Ma sono da rimarcare anche gli apporti di CNA e Confartigianato, con i quali il confronto continua, che sensibilizzano attorno l'esigenza di un piano parcheggi, di una viabilità più fluida e incentivi o facilitazioni amministrative per commercianti ed artigiani. Dello stesso tenore gli impulsi e le attenzioni di Consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, molto attenti alla ricostituzione di un gradevole decoro urbano, sulla necessità di incentivazione e selezione qualitativa degli esercizi commerciali, sul potenziamento di aree verdi attrezzate.
Il confronto, in tutti i casi, continua con incontri giornalieri su singole problematiche e su diverse aree tematiche. Dalle 09.30 alle 13 di tutti i giorni (dal lunedì al venerdì) il gruppo di giovani progettisti lavora presso la sede della ProLoco di via Cavour e colloquia con chiunque voglia offrire il proprio contributo. Sicuramente verso la fine di marzo l'architetto incaricato, Giovanni Marinelli, consegnerà un primo elaborato. Sarà quello il momento in cui il confronto diverrà più serrato. Un Piano per il riconoscimento del Centro storico dovrà prevedere anche prescrizioni per il privato che intendesse ristrutturare, ma anche incentivi e la possibilità di reinvestire gli oneri di urbanizzazione sul posto in decoro, ammodernamenti e migliorie. C'è un grande lavoro da fare, tante le cose che si sono accumulate negli anni e che stiamo cercando di risolvere per far diventare Falconara una città normale e serve il contributo di tutti. Perché è solo insieme, unendo le forze, che si riescono a centrare grandi obiettivi. L'augurio che faccio e la speranza che ripongo in questa impegnativa ricerca è che non rimanga solo un lavoro buono per arricchire le biblioteche di qualche falconarese, ma sia una Carta Programmatica credibile e utile per delineare un rinnovato sviluppo e una nuova primavera per l'intera città.
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Centro storico, Montedison e sport: ecco le sfide per il 2017
Per chi se la fosse persa, ripropongo l'intervista pubblicata oggi (mercoledì 25 gennaio) sul Resto del Carlino. Con la giornalista Alessandra Pascucci ho approfondito gli impegni della giunta sui fronti dell'Urbanistica, dello Sport e della Viabilità.«Il 2017 sarà l'anno della variante»
L'assessore Clemente Rossi: «Centro da valorizzare insieme ai cittadini»
Il 2017 sarà l'anno della Variante per il riconoscimento del centro storico dell'area urbana di Falconara "Marina", ossia la zona che si sviluppa davanti alla stazione. L'assessore all'Urbanistica Clemente Rossi conta di chiudere il percorso per l'adozione della Variante entro l'anno. Il progetto si affianca a quello per il recupero della ex Montedison, arrivato alla bonifica.
Qual è l'aspetto più qualificante di questa variante?
Il coinvolgimento dei cittadini, che possono sin d'ora presentare le loro proposte di miglioramento del centro attraverso un apposito modulo pubblicato sul sito istituzionale del Comune (clicca qui, ndr). Saranno organizzati anche momenti di incontro, rivolti tanto ai cittadini, quanto alle categorie produttive. Queste ultime saranno coinvolte in un incontro fissato per il 26 gennaio, cui seguirà il 10 febbraio un'assemblea pubblica.
Quali sono gli obiettivi?
L'individuazione dei valori storico-documentali da salvaguardare, la previsione di interventi facilitati sull'edificato esistente per efficientarlo, attraverso una normativa più semplice, conservando l'integrità storico-costruttiva delle strutture edilizie, l'individuazione degli elementi di degrado da trasformare, risanare e riqualificare. Sono previste agevolazioni per interventi di ristrutturazione, recupero e riuso degli immobili dismessi o in via di dismissione, ma saranno anche individuate le destinazioni non compatibili con il concetto di "centro città". Con la Variante è previsto inoltre che gli oneri derivanti dagli interventi edilizi privati vengano vincolati a finanziare interventi di miglioramento degli spazi pubblici.
Quali sono i tempi di adozione?
Entro febbraio l'architetto Giovanni Marinelli, incaricato di redigere la Variante, dovrà consegnare il suo lavoro e a marzo il documento sarà portato in Consiglio per la prima adozione. Entro 60 giorni la Provincia dovrà stabilire se è in contrasto con il Ptc, poi la Variante resterà pubblicata per 90 giorni, durante i quali potranno essere presentate osservazioni. Le consultazioni con i cittadini e i portatori di interesse mirano proprio a rendere più veloce l'iter, presentando un progetto il più possibile condiviso.
A che punto è la riqualificazione della ex Montedison?
La bonifica è in fase molto avanzata e presto sarà convocata una nuova conferenza dei servizi.
Quali sono invece gli obiettivi per il settore sport?
Nel 2017 almeno il 50% degli investimenti sarà dedicato alla manutenzione straordinaria degli impianti sportivi, per un totale di circa 700mila euro. Saranno interessati lo stadio Amadio, il PalaBadiali e il Roccheggiani.
E sul fronte della viabilità?
Puntiamo a mantenere inalterato il servizio di trasporto pubblico locale tanto che abbiamo incrementato gli investimenti comunale a fronte di una diminuzione dei trasferimenti regionali. Le modifiche ai tragitti che abbiamo introdotto hanno portato a un incremento dei passeggeri del 20%, con 35mila biglietti l'anno venduti. Speriamo che la Regione non diminuisca ulteriormente il contributo, anche per premiare Falconara che ha visto aumentare l'utenza.
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Burocrazia, mon amour ma non sempre: breve storia di paralisi e appalti diretti
Sottotitolo: quanta paura del mercato!
Torno ad occuparmi di burocrazia asfissiante a più di un mese dal crollo del cavalcavia sulla Milano Lecco, incidente che è costata la vita ad un automobilista e tragedia che poteva essere evitata se solo qualcuno si fosse preso la propria responsabilità e la briga di agire tempestivamente. Nella partita di tennis che si scatena, ormai ordinariamente, tra Enti per tutto, in quel caso tra Provincia e Anas, il tempo passa e il danno arriva. Cose di questo tipo accadono anche nelle nostre contrade. Non così gravi, per fortuna, vuoi perché la sorte è stata favorevole, vuoi perché l'intervento tempestivo di altri soggetti, per così dire, “esterni”, in primis Vigili del Fuoco, ma non solo, ha scongiurato quasi sempre non augurabili implicazioni. Ma cosa origina il non fare delle Pubbliche Amministrazioni? Come mai un marchingegno già lento riesce a paralizzarsi del tutto? Carlo Mochi Sismondi, che di queste cose se ne intende, essendo stato consulente per l'innovazione di ben 15 Governi italiani, riuscendo a mantenere una sostanziale terzietà, e Presidente di ForumPA, un'azienda che ha come obiettivo di mettere in relazione imprese e pubbliche amministrazioni, in un suo articolo parla di “burocrazia difensiva”. Il concetto è semplice: chi non fa, non falla. Chi si prende una responsabilità, al contrario, può andare incontro a notevoli difficoltà di ordine amministrativo, se non giudiziario. Anni fa a Falconara istituimmo, con apposita procedura contrattualizzata con la ditta incaricata, un innovativo metodo differenziato di pagamento, da parte dell'automobilista, della sosta sulle famose “righe blu”, nel caso la permanenza si fosse involontariamente prolungata oltre il termine previsto. Metodo banalmente chiamato, dagli utenti, “multino”. In sostanza si potevano aggiungere 5 euro, pari alla tariffa giornaliera. Io la consideravo una soluzione ottimale: non ha senso punire con una sanzione elevata chi, per una fila alle Poste – per dire – tarda qualche minuto oltre il tempo ipotizzato. Nonostante la facilitazione nei confronti dei cittadini, c'era chi sosteneva che si potesse configurare, dal lato amministrativo, un danno erariale. Ci fu più di una resistenza. Alla fine vinse l'innovazione e il buon senso. Per poco, però. Con il cambio di appalto la misura non fu ripristinata.Nel caso, certamente di altra natura, del viadotto crollato Anas e Provincia si rimpallano le responsabilità. Nessuno dei due Enti se l'è sentita perché, altrimenti, si sarebbe potuto configurare un abuso d'ufficio o, anche, un altro reato. “Meglio subire un ordine che avere una iniziativa. Meglio porre un quesito che firmare" scrive Sismondi sul suo sito. A tutto vantaggio di chi naviga nel dedalo delle normative e nel grigio della burocrazia praticata. Tutto titanico. Anche l'operazione più semplice: una manutenzione necessaria, l'implementazione del pur preziosa videosorveglianza, l'affidamento di un servizio di base ai cittadini o la stessa cooperazione dovuta, per un obiettivo specifico, tra Polizie Locali di Comuni contermini. Improvvisamente, un bagliore! Tutto cambia. Per altre questioni. È il caso di questi giorni, per i nostri Comuni, con l'affidamento del servizio integrato dei rifiuti ad una sola azienda. Tutto, nella fattispecie, deve avanzare in maniera spedita, senza intoppi. Ogni ripensamento viene considerato arbitrario. Anzi, si rischia di essere bacchettati. Per carità, niente di illegale ma, secondo le leggi (scusate il bisticcio), in “house providing” per dirla in maniera sofisticata e appena elegante! Ma come? Si indicono manifestazioni di interesse per comprare delle penne o gare di appalto per aggiustare tratti, anche insignificanti, di strade o marciapiedi e si intenderebbe aggiudicare servizi milionari, in settori di straordinaria e vitale importanza, senza un vero, reale confronto tra realtà concorrenti e analisi economico/finanziarie complete e a tutto tondo, per offrire il migliore servizio al cittadino? Solo perché “il pubblico è bello”? Sarebbe necessario applicare il giusto equilibrio nelle cose, altrimenti si rischia di consentire uno Stato che applica la rigidità per le sciocchezze e la faciloneria per le grandi cose. Chi ha paura del Mercato? Chi sa, chi può, chi vuole mi risponda. Sarò ben felice di cambiare opinione.
