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Le ultime vicende che si sono avvitate attorno all’aeroporto fanno riaffiorare temi antichi e ne ribadiscono, in maniera sorprendente, la loro prorompente attualità. Riemergono passate vivaci discussioni, unite ad approfondimenti ed elaborazioni, dense di buoni propositi, solo parzialmente risolti. Tutti ricordano o dovrebbero ricordare l’eccezionale vitalità che ebbe l’aeroporto di Falconara e l’intera struttura ed organizzazione aeroportuale in occasione della Guerra dei Balcani. Certo, non fu un bel periodo per quei luoghi e per quelle popolazioni. Anzi davvero nefasto, immerso in una crisi internazionale, di carattere addirittura planetario. E le recenti vicende belliche stanno a testimoniare, sia pure in via indiretta, che non son del tutto in via di superamento. Ma la Storia (Magistra Vitae) anche negativa, sta lì, a ricordarci che può darci dei preziosi suggerimenti e aiutarci a scoprire nuove vie per soluzioni consone ed adeguate.- Dettagli
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Da qualche giorno a questa parte si dibatte soprattutto ad Ancona (ma la questione essendo comune abbraccia un quadro molto più ampio) sull’accoglienza di migranti. Il sindaco Daniele Silvetti ha fatto presente che la Dorica è in forte affanno nel prendersi cura delle persone che finora sono state soccorse e assegnate al nostro territorio (circa 400 in due mesi) e, pur non sottraendosi alla solidarietà, ha sollevato la questione. Subentrano questioni di salute (degli stessi migranti che non possiamo certo stipare), di certezza del diritto (nel gestire chi ha i requisiti per richiedere lo status di rifugiato e chi invece andrebbe rimpatriato) e anche di sicurezza delle città. Al Governo nazionale spetta l’improbo compito di rivoluzionare l’atteggiamento europeo nei confronti degli sbarchi da vedere e affrontare come una questione continentale, non prettamente locale. In attesa di nuove dai piani alti, al tempo stesso, è chiaro che non si possono abbandonare gli enti locali, già alle prese con le difficoltà di tutti i giorni per far quadrare i bilanci, erogare servizi ai propri cittadini, fronteggiare le varie emergenze interne.
Risorse che il Comune avrebbe potuto spendere per, ad esempio, agevolazioni alle famiglie meno abbienti, servizi sociali e scolastici. E invece no. Lo Stato demanda un servizio proprio ai Comuni senza riconoscere ad essi nessun rimborso. Già solo su questo ci sarebbe da ridire ma c’è un ulteriore aspetto da valutare. E cioè che nel pur sacro rispetto del principio LAICO di aiuto a chi ha bisogno va valutata serenamente la capacità che ha il Sistema Paese in questo senso. Di certo non siamo in grado di salvare da soli tutta l’Africa. Quanti ce ne possiamo permettere? Così come siamo adesso stiamo dando un pessimo servizio a tutti. Ai cittadini, prima di tutto, e agli stessi migranti.
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Nei giorni scorsi sono stato nominato commissario comunale di Forza Italia per Falconara Marittima. La decisione è stata presa dall’onorevole Francesco Battistoni che del movimento è coordinatore regionale. Mi hanno fatto particolarmente piacere le parole del commissario provinciale Gianluigi Tombolini, attuale sindaco di Numana. “I capisaldi della sua attività – ha scritto riferendosi a me - sono da sempre incentrati nella affermazione delle Libertà Democratiche, Sostegno al Sistema delle Imprese e Difesa dei Diritti dei Lavoratori, meritando la fiducia dei cittadini, dei colleghi e della gran parte degli ambienti politici e istituzionali. Siamo certi che saprà svolgere adeguatamente il suo lavoro, come coordinatore di Forza Italia e come cerniera di collegamento con tutte le forze moderate e del centrodestra”.- Dettagli
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Per la premessa torno a un paio di mesi fa: la vittoria dell’Amministrazione comunale uscente è senza equivoci e, diciamo la verità, è figlia dell’impegno giornaliero con cui la stessa si è spesa, senza soluzione di continuità, per tutti i cinque anni. I cittadini l’hanno capito ed è per questo che l’hanno premiata.- Al di di sopra di ogni altra esigenza, pongo una visione ampia e complessiva del territorio, al di là della sua angusta accezione strettamente comunale. Intendo con ciò e per iniziare la formulazione e il varo di un nuovo Piano Urbanistico, meno vincolante, all’altezza dei tempi, che sappia coniugare valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente con lo sviluppo economica. Non vi può essere futuro credibile e concreto, se non si danno prospettive di impiego lavorativo e occasioni imprenditoriali alle nuove generazioni che producano reddito e sicurezza. Tutto il resto, benché encomiabile, rischia di sfumare se non dai certezze, stabilità, abbinate alle innovazioni organizzative e tecnologiche. Occorre aprire i confini comunali agli investimenti produttivi, soprattutto privati; anzi essi possono e debbono, in più di una occasione, andare in sinergia con quelli pubblici. Riconosco che sia davvero arduo mettere insieme e in connessione, nel caso falconarese, le diverse “pesanti” infrastrutture presenti (Aeroporto, Autostrada, Snodo Ferroviario) con le ineguagliabili bellezze naturali che, pure, sono presenti (Alveo della Foce dell’Esino, Parco del Cormorano, I diversi Laghetti seminascosti dalla rigogliosa natura, la spiaggia sempre accattivante, le magnifiche colline che sovrastano la città). Ma gran parte del tema del rilancio di questo “angolo di terra” è tutto qui!
- Le problematiche e le relative soluzioni sono affrontabili efficacemente e nel loro complesso, solo in una dimensione più ampia, che abbracci una serie di relazioni con tutte le altre realtà territoriali circostanti e soprattutto con il Capoluogo, da tempo incomprensibilmente troppo distante, quasi avulso dal contesto. Oggi, per farsi ascoltare, occorre avere una dimensione ampia e di una certa dimensione territoriale, oltre che di una significativa qualità propositiva. Possiamo ragionare, pur nel rispetto delle autonomie, come area vasta ed essere utili ad Ancona come essa può essere di aiuto a noi. Si pensi, solo per avere una idea, al quadruplicamento in via di attuazione della SS16, affermato e difeso in tempi recenti, con le unghie e con i denti, al suo prolungamento (ancora non finanziato) fino alla “Baraccola” e, quindi, al Sud, e alla connessione, ancora in divenire, alla connessione moderna ed efficace della Statale con i traffici portuali, oppure all’utilizzo, utile e calibrato, dello specchio di mare racchiuso dal Golfo Dorico. Si pensi a quanto potrebbe giovare il trasporto pubblico locale da un sistema di tariffe che consideri un tessuto abitato che si snoda fino a Montemarciano, fino a Chiaravalle, Camerata Picena, Agugliano e Polverigi anziché imporre i limiti di una mobilità antiquata fatta di urbano ed extraurbano. Si pensi a quanto si potrà fare, oggi che la sordità della vecchia amministrazione di centrosinistra è stata spazzata, per spenderci in favore dell’arretramento ferroviario che dia l’Alta Velocità alle Marche e consenta di ridisegnare mobilità metropolitana e rapporto delle città con il proprio mare.
- La necessità inderogabile di bonificare il terreno inquinato, ad iniziare dall’area della ex Montedison, che potrebbe essere impiegato per molteplici usi a beneficio della collettività. A ripensare, così come già previsto dal Prg, ad una progressiva riconversione della Raffineria (“gioia e dolori” per tutti), affinché non sia solo occasione di scontro incomprensibile fra diverse esigenze e, auspicabilmente, “piattaforma” per le attività di domani, gestibili sul versante energie rinnovabili.
- L’Aeroporto, visto come struttura avanzata che ci possa “traghettare” e “proiettare” con le rotte internazionali, punta avanzata verso l’Est Europeo e oltre. Da notare che l’avvento di Amazon nel territorio limitrofo cambierà sostanzialmente tutti i meccanismi che presiedono alla mobilità delle merci, dei servizi, ma anche delle relazioni internazionali in senso più generale. Anzi la presenza di Amazon impegna Amministrazioni Pubbliche e Imprenditoria Privata, soprattutto marchigiana, ad ampliare e arricchire servizi e investimenti delle più ampie specie. Agire, cioè, di iniziativa e non subire. Se ne avrà un beneficio in termini economici e di relazioni sociali, nonché turistiche.
