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La riqualificazione della città passa anche per l'edilizia privata: oltre 750 pratiche nel 2022
Da padrone li hanno fatti gli interventi dei privati, dovuti alle innumerevoli agevolazioni fiscali previste dal Governo. Essi si compendiano in diverse centinaia di pratiche, tutte evase o in corso di completamento. Solo per il superbonus del 110% gli interventi messi in campo assommano, alla data attuale, a circa 250. Tra l’altro e, fino ad ora, non ci risultano rilievi da parte degli organi preposti al controllo e non conformi alla legge.
Se si conferma questo dato, come mi auguro, permettetemi, come Amministratore Pubblico, una grande soddisfazione. Significa che in questo Paese si possono fare le cose per bene, purché lo si voglia. Alcuni dati. Le pratiche in lavorazione sono state complessivamente, dall’inizio dell’anno, 757, di cui 9 per impianti relativi alla telefonia, settore in rapidissimo sviluppo, in particolare qualitativo; 20 per permessi a costruire, relativi a ristrutturazioni consistenti e di valore, soprattutto di impianti produttivi o commerciali e 50 per sanatorie di attività pregresse.
Diciamo, quindi, che sono state privilegiate le ristrutturazioni e ogni forma di riqualificazione. Al riguardo molto c’è ancora da fare e il 2023 si presenta foriero di prolungamento di questa attività, a pieno ritmo. La Squadra Edilizia, formata da Tecnici comunali e Agenti della Polizia Locale, addetta ai controlli per accertamenti di inagibilità e prevenzione degli abusi edilizi, ha effettuato ben 38 sopralluoghi. Le pratiche di agibilità dei manufatti sono stati 122 e i condoni edilizi legittimi assommano solo a 4. Da far risaltare che ci sono state oltre 100 richieste e realizzazioni di nuovi impianti fotovoltaici per coperture di edifici e l’andamento non cessa in tale direzione.
In conclusione, il dato più interessante e, credo, più incoraggiante è che il computo metrico, allegato alle pratiche edilizie, risulta superiore a 100 milioni di euro. Ma se calibriamo tale dato alla capacità di imprimere e impiegare investimenti, spese e lavori in settori collegati nei vari campi merceologici e tecnici, in cui sono presenti e attive varie imprese operanti nel territorio, il dato aumenta in maniera esponenziale. Non sono in condizione di offrire un dato econometrico valido, ma lo moltiplicherei per almeno 2 o 3 volte, con impieghi notevoli di manodopera, attività per gli studi di professionisti del settore e, in definitiva, di posti di lavoro.
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Piazza Catalani, laboratorio sociale e primo recupero del Centro Storico: «Un lavoro corale per realizzare una nuova agorà”
Il restyling è in dirittura di arrivo. Presto e fino a fine novembre toccherà agli artisti di Jassart dare colore. Nuovo bagno, un canestro per street basket e isole ecologiche con recinzioni in legno. Dove c’era una piazza dimenticata, oggi c’è un luogo dove incontrarsi, giocare, chiacchierare tra giovani e meno giovani. Il nuovo volto di piazza Catalani è un atto rivoluzionario per Falconara. Non nella sostanza, cioè quella di aver restituito alla cittadinanza spazi trascurati e in degrado, quanto nella forma che poggia sull’idea di base di “azzeccare” l’investimento attraverso la condivisione e la partecipazione di residenti e fruitori dell’area. Tutto ciò ha portato a un vero e proprio Patto di Collaborazione tra associazioni, scuole, rappresentanze delle varie etnie, semplici cittadini e Amministrazione Comunale affinché ognuno si possa prendere cura dell’area e del libero, pacifico, giocoso utilizzo della piazza.Altro fatto non trascurabile: piazza Catalani è anche l’'inizio della riqualificazione del Centro Storico essendo l’intervento il primo effettuato con il capitolo di bilancio alimentato dagli oneri di urbanizzazione delle ristrutturazioni in atto all’interno del quartiere. Tutto questo con l’obiettivo di migliorare il decoro, l’utilizzo e la visibilità di questa zona. Un percorso che ha visto l’aiuto determinante di giovani professionisti e architetti che, collegati con l’Università Politecnica delle Marche, hanno mutuato le loro esperienze di studio in Finlandia nella realtà locale. Il nuovo volto di piazza Catalani sta prendendo forma grazie a LUDiCO, progetto pilota di rigenerazione urbana e innovazione sociale. La riqualificazione si avvia infatti alla fase conclusiva. Sarà una sorta di agorà, restituita alla cittadinanza, in particolare residenti, scuole e famiglie e il vicino centro socio-sanitario-riabilitativo diurno per disabili esalterà ancora di più la funzione di questo spazio in pieno centro storico. Iniziato a gennaio 2022, il progetto LUDiCo è promosso dal Comune, progettato, realizzato e coordinato grazie alla sinergia tra l’ufficio tecnico comunale (dalla dirigente Eleonora Mazzalupi, responsabile unico del procedimento, ai progettisti ingegner Roberto Mantovani e architetto Eleonora Fanesi) e il collettivo Plasma (architetto Silvia Cerigioni e dottoressa Francesca Bianchi).
Ad oggi, con la collaborazione degli artisti dell'associazione ricreativa culturale Jassart e i workshop di urbanistica tattica aperti alla cittadinanza che si sono svolti nei mesi scorsi, è stata realizzata una parte della pittura a terra del nuovo playground di Piazza Catalani. L’intervento dovrà proseguire per terminare tutta la superficie entro il mese di novembre. In piazza è già presente il nuovo bagno pubblico, che verrà messo in funzione nei prossimi giorni, una volta ultimato l'accordo della manutenzione di pulizia giornaliera. Il nuovo servizio pubblico sarà accessibile a tutti e sarà gestito dai soggetti coinvolti già dalla prima fase di co-progettazione di LUDiCO (il Coser di via Roma e i gruppi sportivi di badminton e cricket) attraverso il Patto di Collaborazione, uno strumento innovativo per la pubblica amministrazione volto a promuovere la cura dei beni comuni urbani, che verrà illustrato alla cittadinanza prossimamente.
Attraverso i Workshop di Autocostruzione, svolti nei mesi di luglio e settembre al FABLab, sono state realizzate le installazioni artistiche in legno progettate dai designer Monica Romagnoli e Markus Holste, alcune delle quali già presenti in piazza. Oltre 60 persone di tutte le età hanno partecipato alle giornate di autocostruzione e preso operativamente parte alla realizzazione, grazie al coordinamento e supporto dei designer. Sono state installate, ad oggi, la copertura del nuovo bagno pubblico e le nuove isole ecologiche. I contenitori per i rifiuti urbani di via Giovanni Amendola sono stati spostati all'interno dei due spazi appositamente progettati in collaborazione con la Multiservizi. Un'idea, semplice ed economica, volta a migliorare il decoro urbano dei nostri spazi pubblici. Nelle illustrazioni potete prendere visione dei nuovi posizionamenti.
Durante i lavori sono stati riqualificati i muretti perimetrali, risanate alcune porzioni di pavimentazione, realizzati alcuni drenaggi per l’acqua meteorica. Il canestro già installato è il primo di tanti sport e giochi che saranno realizzati nel nuovo playground di piazza Catalani. Per la fine di novembre sarà prevista la conclusione del cantiere. Gli artisti di Jassart ritorneranno in piazza per ultimare l'opera con la pittura a terra, saranno posate le installazioni artistiche e gli ulteriori arredi urbani a completamento. Alla fine il Comune ha investito circa 54mila euro. Gran parte del merito di tutto ciò va alle persone, grande ricchezza della nostra Falconara: tecnici, professionisti, artisti, artigiani, semplici cittadini e tutte le realtà sopraccitate.
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Arretramento ferroviario, al Ministero giocano con le parole: per noi la lotta continua

Qualcuno mi sa definire il significato di “fino a Falconara”? Tra gli squilli di tromba che da Pesaro si odono per festeggiare l’annuncio del ministro Giovannini, valigia in mano sulla soglia, in uscita, del Ministero delle Infrastrutture, restano i dubbi per quello che ad oggi resta un arretramento ferroviario monco che rischia di spaccare in due le Marche. In attesa di vedere le carte sto a ciò che riportano i giornali (vedi foto).
Chiaro l’arretramento della linea ferroviaria fino a Fano, ci concentriamo su questa “ipotesi preliminare di allungamento fino a Falconara”. Tre punti interrogativi in una frase quando ne basterebbe già uno per ritenere poco attendibili le parole del Ministro. Intanto “ipotesi” sta a “ci pensiamo basta che non rompete ulteriormente le scatole”, come “preliminare” sta a quella che una volta, nel calcio, si chiamava melina, prendere tempo.
Ma poi, e torna alla domanda iniziale, che significa “fino a Falconara”? Compresa o esclusa? Come il tracciato interno si armonizzerà con il bypass in corso d’opera? E Ancona? Mentre in Regione parlano di passi avanti rispetto all’ipotesi iniziale e, a ragione, intravedono un percorso ancora lungo da compiere io mi allaccio le scarpe per affrontarlo. Il nostro obiettivo rimane quello dell’arretramento ferroviario e guerra totale alle barriere fonoassorbenti (mai definitivamente accantonate) alte o basse che vogliano spacciarcele. Checché ne dica Ancona che con la sua attuale posizione ostile all’arretramento tiene ostaggio della strada ferrata, oltre alle sue spiagge di Palombina Nuova, Collemarino e Torrette, anche inevitabilmente noi e tutto il sud della regione.
Il futuro che auspico per il nostro territorio ha una linea ferroviaria di alta velocità per passeggeri e merci (con l’Interporto di Jesi a supporto) all’interno e binari a raso, a basso impatto, senza barriere e senza palizzate al posto dell’attuale tracciato da dedicare al trasporto pubblico locale: una metro di superficie che collega le piccole stazioni sulla costa, la stazione marittima del Porto di Ancona alla più grande stazione adiacente all’Aeroporto delle Marche. E, a proposito di aeroporto, speriamo di incontrare presto il nuovo manager che guiderà lo scalo sperando non sia venuto qui nelle Marche per liquidare. Il Sanzio ha grandissime potenzialità nel traffico merci e questo, unito ai discorsi di cui sopra, più Amazon (ce la facciamo?), è la chance di definitivo rilancio anche per quanto riguarda il traffico passeggeri. Vedremo. Vigileremo.
Ma poi, e torna alla domanda iniziale, che significa “fino a Falconara”? Compresa o esclusa? Come il tracciato interno si armonizzerà con il bypass in corso d’opera? E Ancona? Mentre in Regione parlano di passi avanti rispetto all’ipotesi iniziale e, a ragione, intravedono un percorso ancora lungo da compiere io mi allaccio le scarpe per affrontarlo. Il nostro obiettivo rimane quello dell’arretramento ferroviario e guerra totale alle barriere fonoassorbenti (mai definitivamente accantonate) alte o basse che vogliano spacciarcele. Checché ne dica Ancona che con la sua attuale posizione ostile all’arretramento tiene ostaggio della strada ferrata, oltre alle sue spiagge di Palombina Nuova, Collemarino e Torrette, anche inevitabilmente noi e tutto il sud della regione.
Il futuro che auspico per il nostro territorio ha una linea ferroviaria di alta velocità per passeggeri e merci (con l’Interporto di Jesi a supporto) all’interno e binari a raso, a basso impatto, senza barriere e senza palizzate al posto dell’attuale tracciato da dedicare al trasporto pubblico locale: una metro di superficie che collega le piccole stazioni sulla costa, la stazione marittima del Porto di Ancona alla più grande stazione adiacente all’Aeroporto delle Marche. E, a proposito di aeroporto, speriamo di incontrare presto il nuovo manager che guiderà lo scalo sperando non sia venuto qui nelle Marche per liquidare. Il Sanzio ha grandissime potenzialità nel traffico merci e questo, unito ai discorsi di cui sopra, più Amazon (ce la facciamo?), è la chance di definitivo rilancio anche per quanto riguarda il traffico passeggeri. Vedremo. Vigileremo.
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Il sistema portuale di Ancona e Falconara tra sviluppo, ambiente e sostenibilità
Mentre a Falconara è in corso da oltre 20 anni il dibattito sulla questione ambientale attorno alle attività della Raffineria, anche sulla sponda anconetana iniziano ad affacciarsi comitati che mettono all’indice i fumi delle grandi navi ormeggiate in porto. In effetti c’era da chiedersi come mai a nemmeno 10 chilometri di distanza ci fossero cittadini dall’olfatto così differente: nasi fini, quelli dei falconaresi prodighi di segnalazioni più o meno social, e nasi completamente turati, i dorici, incapaci d’avvertire le nubi nere dei fumaioli in banchina. Il mio ottimismo, spingendomi ad allontanare il sospetto che il tutto nasca dalle prime battute della campagna elettorale per le Comunali della prossima primavera, mi porta invece ad aprire un doveroso ragionamento su sviluppo e ambiente. La sensibilità ambientale è aumentata nel tempo sospinta dall’ovvietà che il modello di sviluppo che ci siamo dati, e cioè di sfruttamento illimitato delle risorse, mal si coniuga con un pianeta che quelle risorse le ha limitate. La difficoltà è quella di trovare una terza via tra la vecchia concezione della crescita industriale che vive ancora dei ricordi del Boom economico e la visione perversa e bucolica di quanti sono pronti a difendere la nidificazione del fratino ma se ne strafregano se il vicino di casa perde il posto di lavoro. È proprio di occupazione che parliamo. Api, Fincantieri, distretto della nautica, attività industriali, meccanica, pesca, traffico merci, traffico passeggeri, servizi: il sistema portuale del Golfo di Ancona solo nei primi sei mesi del 2022 ha visto passare oltre 5 milioni di tonnellate di merci, 1,8 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi e 264mila passeggeri tra traghetti e crociere. Solo in questo weekend transiteranno ad Ancona oltre 32mila persone.
Un sistema che comprende ogni giorno dà lavoro a oltre 6.500 persone, secondo un recente studio della stessa Autorità Portuale. Guai a ragionare in termini di ricatto occupazionale, guai a voler cancellare tutto questo dall’oggi al domani. L’attuale presidente Vincenzo Garofalo ha lodato nei giorni scorsi i numeri “che rendono il porto di Ancona uno dei principali scali adriatici per il traffico internazionale di passeggeri e primo porto italiano per numero di destinazioni internazionali servite” e sottolineato che questo ruolo “va curato e valorizzato, proseguendo il percorso di miglioramento dell’accoglienza e rafforzamento della sostenibilità”.
In attesa di vederlo dalle parti del Castello o di incontrarlo a domicilio (visto che pur sempre Falconara rappresenta oltre un terzo dei traffici) accogliamo con piacere questo intento e siamo pronti ad aprire un confronto allargato anche ad altri interlocutori, compresa la Regione Marche e parlamentari del territorio che verranno, sul futuro di questo territorio. Un futuro che sappia guardare allo sviluppo sostenibile senza inciampare negli sgambetti dei comitati del No Tutto a Prescindere ai quali certa politica ha ammiccato per troppo tempo, salvo poi venirne travolta. L'augurio che la già corrente campagna elettorale, e più ancora quella amministrativa alle porte, sappia elevarsi dalla polemica strumentale di basso livello a quella, nobile e costruttiva, che individua e attua soluzioni equilibrate e praticabili. Forse m’illudo ma continuo a sperare.
Un sistema che comprende ogni giorno dà lavoro a oltre 6.500 persone, secondo un recente studio della stessa Autorità Portuale. Guai a ragionare in termini di ricatto occupazionale, guai a voler cancellare tutto questo dall’oggi al domani. L’attuale presidente Vincenzo Garofalo ha lodato nei giorni scorsi i numeri “che rendono il porto di Ancona uno dei principali scali adriatici per il traffico internazionale di passeggeri e primo porto italiano per numero di destinazioni internazionali servite” e sottolineato che questo ruolo “va curato e valorizzato, proseguendo il percorso di miglioramento dell’accoglienza e rafforzamento della sostenibilità”.
In attesa di vederlo dalle parti del Castello o di incontrarlo a domicilio (visto che pur sempre Falconara rappresenta oltre un terzo dei traffici) accogliamo con piacere questo intento e siamo pronti ad aprire un confronto allargato anche ad altri interlocutori, compresa la Regione Marche e parlamentari del territorio che verranno, sul futuro di questo territorio. Un futuro che sappia guardare allo sviluppo sostenibile senza inciampare negli sgambetti dei comitati del No Tutto a Prescindere ai quali certa politica ha ammiccato per troppo tempo, salvo poi venirne travolta. L'augurio che la già corrente campagna elettorale, e più ancora quella amministrativa alle porte, sappia elevarsi dalla polemica strumentale di basso livello a quella, nobile e costruttiva, che individua e attua soluzioni equilibrate e praticabili. Forse m’illudo ma continuo a sperare.
