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Sarà anche questa volta politica la strada da seguire per uscirne e bene ha fatto la Regione nel coinvolgere le altre regioni interessate per avviare un dialogo con Roma e con Bruxelles e intervenire sul punto. Politica, non tecnica. Il tecnico segue la norma. Si muove, al più, interpretandola ma qui c’è davvero poco da interpretare. La realtà attuale, dopo la sentenza del Consiglio di Stato dà contro a una legge del suo stesso Stato per sposare la controversa direttiva Ue (siamo un Paese fantastico!), nessun dirigente o funzionario pubblico darà l’ok a un rinnovo di concessione. E visto che dopo il danno arriva sempre anche la beffa, ecco servito l’aumento dei canoni demaniali marittimi che mina l’intero settore.
In tutto questo marasma la situazione più complicata e più accidentata la stanno vivendo i bagnini che lavorano tra Falconara e Ancona nelle spiagge del centro, di Palombina Vecchia, Palombina Nuova, Collemarino e Torrette dove oltre che con il Demanio i concessionari hanno a che fare anche con l’Autorità Portuale. Per gli operatori la burocrazia si duplica. Va spesso in contraddizione. L’Ap per altro è ancora commissariata. L’Ammiraglio Pettorino, stimato militare conosciuto quando è stato al comando della Capitaneria nella Dorica, porta avanti l’ordinaria amministrazione. Il presidente designato, salvo ulteriori scherzi e sgambetti, è Vincenzo Garofalo ma l’iter che condurrà al suo arrivo ad Ancona è ancora lungo. Ci possiamo permettere di perdere tutto questo tempo? Ma soprattutto: ha ancora senso comprendere le attività balneari sotto l’Autorità che quelle portuali?
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Sulla questione arretramento ferroviario Ancona continua a mostrarsi città miope che abdica di continuo alle sue responsabilità di capoluogo di regione. Quel che emerge dall’ultima seduta del consiglio comunale anconetano, nel corso della discussione su una mozione pro Arretramento presentata da un consigliere del Movimento 5 Stelle, è una città chiusa nella sua autoreferenzialità, specchio di un Pd dorico sempre più isolato anche rispetto ad altri autorevoli esponenti dello stesso partito come Matteo Ricci, sindaco di Pesaro che punta diritto verso lo spostamento dei binari, o come lo stesso ministro Dario Franceschini che addirittura rimedia – povero lui - le bacchettate dell'assessore Ida Simonella, lanciatissima verso il lungomare posticcio di Torrette e indifferente del destino dell'intera costa adriatica.
Ciliegina sulla torta, parla di trasporto merci quando la sua giunta nulla mai ha fatto, salvo annunci di tavoli dimenticati in una notte, per mettere attorno a un tavolo strategico il porto, l'aeroporto e l'interporto. Senza contare che quanto auspica – e cioè una linea Adriatica votata per il trasporto delle merci – porterà maggiori traffici e rumori dentro i centri urbani. Il che ci riporta al punto di partenza del Muro sul Mare. Senza garanzie, tra l’altro, che presto o tardi non torni in auge la contestatissima barriera fonoassorbente. Falconara si è sempre detta contraria al Muro e favorevole all’Arretramento. Quando la Regione Marche ci ha chiesto un parere lo abbiamo ribadito.
Nei prossimi giorni su richiesta della nostra amministrazione i Comuni della costa incontreranno l’assessore regionale al Trasporti Francesco Baldelli per fare il punto della situazione e sottolineare ancora una volta la necessità di lavorare fin da subito ma guardando lontano. All’appello hanno già risposto Senigallia, San Benedetto, Porto San Giorgio e Pedaso. Ancona? La risposta è nel voto sulla mozione di cui sopra.
Ciliegina sulla torta, parla di trasporto merci quando la sua giunta nulla mai ha fatto, salvo annunci di tavoli dimenticati in una notte, per mettere attorno a un tavolo strategico il porto, l'aeroporto e l'interporto. Senza contare che quanto auspica – e cioè una linea Adriatica votata per il trasporto delle merci – porterà maggiori traffici e rumori dentro i centri urbani. Il che ci riporta al punto di partenza del Muro sul Mare. Senza garanzie, tra l’altro, che presto o tardi non torni in auge la contestatissima barriera fonoassorbente. Falconara si è sempre detta contraria al Muro e favorevole all’Arretramento. Quando la Regione Marche ci ha chiesto un parere lo abbiamo ribadito.
Nei prossimi giorni su richiesta della nostra amministrazione i Comuni della costa incontreranno l’assessore regionale al Trasporti Francesco Baldelli per fare il punto della situazione e sottolineare ancora una volta la necessità di lavorare fin da subito ma guardando lontano. All’appello hanno già risposto Senigallia, San Benedetto, Porto San Giorgio e Pedaso. Ancona? La risposta è nel voto sulla mozione di cui sopra.
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Infrastrutture e aeroporto, occhio al bluff: Castelli, non ti far ingannare
Guido Castelli ha ragione da vendere nel cercare di creare una rete di collegamenti ferro-gomma attorno all’aeroporto regionale. Aumentare i voli, incrementare i servizi attorno allo scalo, le infrastrutture del territorio sono da tempo al centro dei miei interventi e sono ora a constatare un nuovo dinamismo in questa direzione. Ovviamente l’assessore regionale, che ben conosce l’arte dell’amministrazione pubblica locale, si ritrova a dover fare i conti con decenni di immobilismo e con progetti insufficienti o comunque superati dalla realtà. Nell’articolo odierno pubblicato sul Corriere Adriatico si parla di “intensificare le connessioni” ma poi si fa ancora cenno a una nuova stazione a Marina di Montemarciano. Un’ipotesi che risale ai primi del 2000, da quando è iniziato l’iter del bypass. Il centrosinistra governava la Regione e i Comuni di Falconara e Montemarciano.
Guido Castelli ha ragione da vendere nel cercare di creare una rete di collegamenti ferro-gomma attorno all’aeroporto regionale. Aumentare i voli, incrementare i servizi attorno allo scalo, le infrastrutture del territorio sono da tempo al centro dei miei interventi e sono ora a constatare un nuovo dinamismo in questa direzione. Ovviamente l’assessore regionale, che ben conosce l’arte dell’amministrazione pubblica locale, si ritrova a dover fare i conti con decenni di immobilismo e con progetti insufficienti o comunque superati dalla realtà. Nell’articolo odierno pubblicato sul Corriere Adriatico si parla di “intensificare le connessioni” ma poi si fa ancora cenno a una nuova stazione a Marina di Montemarciano. Un’ipotesi che risale ai primi del 2000, da quando è iniziato l’iter del bypass. Il centrosinistra governava la Regione e i Comuni di Falconara e Montemarciano.Forse al nuovo governo regionale è sfuggita come sfugge la pochezza di tutto il progetto della cosiddetta Velocizzazione della Linea Adriatica: un’ipotesi che si dimena tra piccolo cabotaggio e le pulsioni campanilistiche. Spiace che un tema così importante rischi di deprimere le grandi aspettative riposte nel Governo Draghi. Un Governo nato sull’onda della necessità e sulla voglia di accreditarsi in Europa e che vanta una larga base parlamentare, teoricamente in grado di pensare in termini di prospettive e di strategia di valore. Così, tuttavia, non sembra. A partire dall’Arretramento per il quale si battezzano troppi 50 miliardi come se li si dovessero tirare fuori cash e non nel tempo, per stralci, valutando costi e benefici nel lungo termine, distribuendo contentini qua e là: arretriamo un po’ a Pesaro, un po’ a Fano, bypassino a Falconara, lungomare nord per Ancona e, appunto, stazione a Montemarciano.
Non cada Castelli nel tranello. L’intermodalità si raggiungerà con Arretramento, potenziamento della stazione di Castelferretti (proprio davanti all’Aeroporto), scali merci all’Inteporto collegati con il cargo del Sanzio, raddoppio della Variante SS 16 con collegamento veloce con il Porto di Ancona. Tutto il resto è un’inutile spesa di denaro che produrrà pochi risultati e non ci mette al riparo dal Muro fonoassorbente. Checché ne dica qualche esponente politico perso in città senza bussola stiamo lavorando tanto per risanare un territorio alla ricerca di futuro. Da una parte si accusa l'Amministrazione di non avere idee e programmi per il futuro, poi quando qualcuno si impegna in tale direzione si sottolinea che è evanescente, mancando di considerazione, di rispetto, verso tecnici, professionisti, docenti universitari e verso una grande operazione di consultazione e di democrazia partecipata. L'ultimo esempio, come se non bastasse, è il Pinqua, Bando nazionale ci siamo impegnati per portare a Falconara ben 7,5 milioni di euro, insieme con Senigallia, o l'impegno per spendere al meglio i 2 milioni per le ex scuole Lorenzini, o il Protocollo comn le Ferrovie per le giuste compensazioni sul bypass o le battaglie per sollecitare Regione/Provincia e Ministero per portare a compimento o quanto meno iniziare le bonifiche, tanto necessarie per dare davvero un nuovo volto alla città.
Non cada Castelli nel tranello. L’intermodalità si raggiungerà con Arretramento, potenziamento della stazione di Castelferretti (proprio davanti all’Aeroporto), scali merci all’Inteporto collegati con il cargo del Sanzio, raddoppio della Variante SS 16 con collegamento veloce con il Porto di Ancona. Tutto il resto è un’inutile spesa di denaro che produrrà pochi risultati e non ci mette al riparo dal Muro fonoassorbente. Checché ne dica qualche esponente politico perso in città senza bussola stiamo lavorando tanto per risanare un territorio alla ricerca di futuro. Da una parte si accusa l'Amministrazione di non avere idee e programmi per il futuro, poi quando qualcuno si impegna in tale direzione si sottolinea che è evanescente, mancando di considerazione, di rispetto, verso tecnici, professionisti, docenti universitari e verso una grande operazione di consultazione e di democrazia partecipata. L'ultimo esempio, come se non bastasse, è il Pinqua, Bando nazionale ci siamo impegnati per portare a Falconara ben 7,5 milioni di euro, insieme con Senigallia, o l'impegno per spendere al meglio i 2 milioni per le ex scuole Lorenzini, o il Protocollo comn le Ferrovie per le giuste compensazioni sul bypass o le battaglie per sollecitare Regione/Provincia e Ministero per portare a compimento o quanto meno iniziare le bonifiche, tanto necessarie per dare davvero un nuovo volto alla città.
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L'arretramento ferroviario, investimento strategico: vietato fallire
Tappe forzate verso la velocità e verso una ferrovia degna di questo nome. Occorreranno volontà e coraggio per immaginare il potenziamento della linea ferroviaria adriatica alla luce del nuovo corso della Regione Marche che ha impresso una svolta nelle politiche infrastrutturali, decisa a riallacciare la nostra regione al resto d’Italia. Nemmeno un paio di anni fa eravamo a lottare contro il Muro, le barriere con le quali Rfi voleva tagliare in due la città dividendola dal suo mare. Oggi parliamo di alta velocità, di arretramento della linea con quello stesso assessore regionale alle Infrastrutture, Francesco Baldelli, che è stato ospite al Centro Pergoli di Falconara per illustrare quanto la politica sta ora mettendo in campo. L’ARRETRAMENTO. Questo e non altro è il futuro dei trasporti su ferro della nostra regione. Ottimo per le città costiere che così potranno riappropriarsi di spazi da riqualificare con sistemi di viabilità leggera, elettrica, a basso impatto. Ottimo per le merci, per quel settore cargo così tanto importante ma da sempre trascurato nel dialogo tra i tre grandi sordi rappresentati da porto, aeroporto, interporto. Il tutto per riallineare le Marche al resto del Paese. In fretta, signori. Di tempo se ne è perso anche troppo. Mentre qua si studiavano ripieghi dal respiro corto, convinti che sarebbero bastati un bypassino attorno alla Raffineria, un Muro antirumore e un lungomare posticcio alla frana Barducci per far bella figura, nel resto d’Italia ci si prepara a viaggiare da Bari a Milano passando (via Napoli) dal Tirreno e risparmiando un’ora rispetto alla linea tradizionale su Pescara e Ancona.
Grazie alla Regione Marche anche la nostra città, insieme agli altri Comuni, è stata chiamata a indicare le esigenze del territorio per andare a redigere un documento da inviare a Ministero. Siamo convinti che lo sviluppo del nostro territorio passi per l’arretramento della linea ferroviaria come siamo altrettanti certi che occorrerà collegare meglio i binari con l’aeroporto Sanzio, sia per quel che riguarda i passeggeri (andando a prevedere una nuova stazione di riferimento), sia per il cargo che potrà beneficiare anche del trasferimento degli scali merci da Villanova all’Interporto di Jesi. Dettaglio da non dimenticare: se Amazon – che è una multinazionale dedita al profitto – ha scelto quest’area per investire significa che l’appeal e le possibilità di sviluppo non mancano. Sfruttiamole e andiamo oltre la miopia. Siamo agli albori di un confronto che si figura già da adesso complicato.
Dico questo perché è chiaro che incontreremo vecchie conoscenze. È sempre così quando ci si confronta con la pubblica amministrazione. I politici cambiano, gli apparati restano. Avremo a che fare con gli stessi che volevano spendere tra i 4 e i 7 miliardi a livello nazionale per le barriere anti rumore, non dimentichiamolo. Per quanto il mondo da allora a oggi possa essere cambiato, ci sarà sempre un cassetto pronto per essere aperto dal quale estrarre un progetto già visto, già bocciato. Dovremo essere coraggiosi. E forti. Forti come lo siamo stati quando eravamo uniti – Comune e cittadini - nella battaglia contro il Muro con le oltre 10mila firme raccolte, con la catena umana in spiaggia. Ci avviamo a un’altra battaglia di popolo. L’alternativa non è contemplata: un qualsiasi altro progetto al ribasso ci vedrebbe ancora più marginali.
Dico questo perché è chiaro che incontreremo vecchie conoscenze. È sempre così quando ci si confronta con la pubblica amministrazione. I politici cambiano, gli apparati restano. Avremo a che fare con gli stessi che volevano spendere tra i 4 e i 7 miliardi a livello nazionale per le barriere anti rumore, non dimentichiamolo. Per quanto il mondo da allora a oggi possa essere cambiato, ci sarà sempre un cassetto pronto per essere aperto dal quale estrarre un progetto già visto, già bocciato. Dovremo essere coraggiosi. E forti. Forti come lo siamo stati quando eravamo uniti – Comune e cittadini - nella battaglia contro il Muro con le oltre 10mila firme raccolte, con la catena umana in spiaggia. Ci avviamo a un’altra battaglia di popolo. L’alternativa non è contemplata: un qualsiasi altro progetto al ribasso ci vedrebbe ancora più marginali.
